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Published on Febbraio 21st, 2014 | by admin

Mercato Auto 2014, segnali di ripresa dall’Europa, resta in testa il Gruppo Renault

Il nuovo anno è iniziato positivamente per il mercato dell’automobile in Italia. Nelle vendite al primo posto si riconferma il gruppo Renault, l’unico ad aver chiuso l’anno 2013 in rialzo (+ 3,1%). La casa francese, decisa a mantenersi in prima linea nel mercato mondiale, ha annunciato che entro il 2015 proporrà nuovi modelli dedicando un’attenzione particolare al risparmio sui costi del carburante ed alle tematiche ambientali.

L’ampliamento della sua offerta interesserà l’intero gruppo automobilistico (Renault, Dacia), in particolare i prodotti con marchio Dacia, dall’ottimo rapporto qualità prezzo, che grazie ai picchi di vendita raggiunti dal modello Duster, rientrano nella classifica dei marchi più venduti dell’anno 2012.

Ed ora, a due anni di distanza, a spiccare nel mercato Romeno troviamo la Dacia Sandero, presentata nel 2012 al Salone dell’automobile di Parigi; Già di per se efficiente e robusta, come tutte le vetture del marchio Dacia, ha spopolato nella sua versione più moderna che tiene conto non solo del contenimento dei costi del carburante e del potenziamento della sicurezza sulla strada (Safety pack) ma è stata aggiornata anche per quanto riguarda la normativa Euro 5 anti-inquinamento.

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Proprio grazie a questi innovativi aggiornamenti la nuova Sandero, ad oggi la più venduta nel mercato Romeno, diventa la perla dell’intera gamma Dacia di cui si possono  trovare occasioni su questa pagina .
Tornando alle previsioni, il 2014, se le statistiche di gennaio che parlano di un +3,4% continueranno in questa direzione , dovrebbe chiudersi con un rialzo delle vendite del 2,7%, per un totale di oltre 1,33 milioni di autovetture immatricolate (1.330mila per la precisione): un volume di poco superiore al 2013, che si è chiuso a 1.295.000 immatricolazioni.
E’ un buon inizio, ma di strada ce n’è ancora tanta… volumi di vendita così mediocri infatti non si vedevano dal 1970… tanto da far parlare di un fenomeno di “demotorizzazione” all’Italiana.

Secondo alcuni lo sbilanciamento è in favore di tablet, smartphone e servizi vari di connessione mobile, oppure, secondo il presidente del Centro Studi Promotor, Gian Primo Quagliano,  si tratterebbe di un più ampio processo di demonizzazione dell’automobile, in cui gioca un ruolo cruciale il pretesto della sensibilità ambientale.
C’è da dire che il governo non ha fatto nulla per migliorare la situazione, anzi… basti pensare che l’Italia è al top nella graduatoria mondiale della pressione fiscale sull’automobile.

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Fondatore e Webmaster di CheSuccede.it , partecipa pure lui con i suoi articoli.



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