Cibo ricongelato: si può mangiare? Capiamo cosa accade agli alimenti ed il rischio per la salute

Congelare il cibo rappresenta senza dubbio una grande comodità. La possibilità di poter mantenere nel tempo e riutilizzare il cibo senza sprecarlo, ha cambiato il modo di vivere la cucina. Può accadere però che il cibo scongelato sia spesso in eccesso, e per questo la tentazione di ricongelarlo prende il sopravvento. Ma sappiamo cosa può succedere? 

L’invenzione del metodo di congelamento è da attribuire ad un biologo statunitense, Clarence Birdseye, e risale a circa novant’anni fa.

Il biologo scoprì in Canada come il pesce a temperature tra i 40 e i 50 gradi sotto zero si possa congelare e, una volta scongelato, mantenere la sua freschezza.

Cibi surgelati
Cibi surgelati (fonte web)

L’americano fu quindi il primo a sviluppare nuovi metodi di congelamento, mentre il primo congelatore freezer apparì nel 1928. Un’invenzione che ad oggi ci permette di organizzare i nostri pasti in modo comodo e veloce.

Sebbene questo metodo sia molto utile, soprattutto per chi ha poco tempo, bisogna fare molta attenzione una volta che il cibo è stato scongelato. Molte persone tendono infatti a ricongelarlo, senza pensare ai fattori negativi che questo potrebbe scatenare.

Anzitutto, il cibo ricongelato potrebbe perdere molte proprietà nutritive, come ad esempio le proteine, ma il rischio più grande è di aumentare la carica batterica che il congelamento non riesce ad eliminare. I virus e batteri che hanno resistito al congelamento, una volta che il cibo viene scongelato potrebbero addirittura moltiplicarsi.

Il nostro organismo, una volta colpito da questi agenti patogeni, può trovarsi a rischio di gastroenteriti, con vomito, nausea, diarrea, reazioni cutanee, ed anche febbre. Bisogna specificare che questo rischio non si corre se ad essere ricongelato è un cibo scongelato e cotto prima di essere riposto in freezer.

Infine alcuni consigli per un corretto congelamento: alcuni tipi di frutta e verdura ricchi di acqua (es. pomodori, basilico, melone, anguria, finocchi), sarebbe meglio comunque non congelarli, per il rischio di perdita di sali minerali e valori nutritivi. Altri cibi possono invece perdere alcune loro caratteristiche legate alla consistenza, vedi la frutta, le patate, i fritti, formaggi morbidi, per dirne alcuni. Il consiglio è perciò di seguire sempre le indicazioni migliori per congelare.