Ricaricare il cellulare, la scoperta incredibile che non ci farà più spendere un euro

Ultimamente sentiamo molto parlare di energie rinnovabili, ovvero quelle fonti di energia che non si esauriscono e che rispettano l’ambiente. Le energie rinnovabili sono l’energia solare, geotermica, eolica, idroelettrica, da biomasse e oceanica. L’Italia è all’avanguardia in questo campo, con il dominio dell’idroelettrico. 

Secondo il rapporto di Legambiente sulle comunità rinnovabili, sono 7776 i comuni nei quali è installato almeno un impianto fotovoltaico.

Trovare fonti alternative a quelle tradizionali per produrre l’elettricità, risulta uno degli argomenti di maggior interesse, visto il costo e il consumo che ne facciamo.

Risparmio ricarica
Risparmio ricarica

Nel Bristol Robotics Laboratory un team di scienziati ha effettuato degli studi speciali riguardanti un modo alternativo di utilizzare gli scarti della natura per trasformarli in energia rinnovabile.

In particolare l’attenzione è andata sul recupero e utilizzo di una fonte di energia che fosse inesauribile e facilmente reperibile, che potesse produrre in particolare l’energia elettrica. Lo studio si è così focalizzato sulla possibilità di utilizzare l’urina per ricaricare la batteria di un cellulare, ma non solo. 

Gli studiosi hanno testato un sistema che si basa su pile a combustibile microbiologica. Il processo prevede che l’urina passi attraverso attraverso questa tipologie di pile, che a loro volta convertono l’energia chimica in energia elettrica.

Bagno pubblico
Bagno pubblico (TIMOTHY A. CLARY)

Il sistema è stato testato nella toilet del bar dell’Università, dove grazie all’urina dei clienti si riesce ad alimentare l’illuminazione interna del locale; è stato stimato che circa mezzo litro di urina garantisce sei ore di ricarica, sufficiente ad alimentare uno smartphone per tre ore.

Questo prototipo di “smart toilet” – secondo un progetto di partenariato con Stati Uniti e Africa-  dovrebbe sfruttare l’urina nei bagni per poter mettere in azione docce, luci e rasoi. Il costo dell’unità utilizzata nel prototipo a Bristol è di circa 680 euro, ma considerando, come giustamente hanno spiegato gli scienziati, l’utilizzo eterno dell’apparecchio, sarebbe un investimento su ricariche future a costo zero.