Mangiare insetti, ecco perché dovremmo farlo

Gli insetti sono la specie animale più diffusa al mondo, e in molti posti del mondo fanno parte delle cultura gastronomica del posto. In Europa è vietato cibarsi di insetti, ma una ricerca dimostra che il 70% sarebbe disposto a consumarli. La Fondazione Veronesi ha chiarito alcuni aspetti sulla questione. 

Il Journal of Sensory Studies ha intervistato 190 persone chiedendo se fosse disposta a consumare insetti, con il risultato che il 77% sarebbe a favore, in particolare gli over 45.

L’entomofagia è “un regime dietetico, obbligato o facoltativo, che vede gli insetti come alimento”.

Mangiare insetti
Mangiare insetti (foto web)

Detto così, e non essendo come cultura abituati, l’idea non è per niente allettante. Fabio Di Todaro della Fondazione Veronesi ha spiegato gli aspetti importanti quando si parla di mangiare insetti. Gli artropodi si dividono in 5 classi: gli Aracnidi, i Crostacei, i Chilopodi, i Diplopodi e gli Insetti.

I pro e i contro sul consumo di insetti

Dal punto di vista alimentare, sono considerati delle ottime fonti proteiche; le vespe ad esempio, contengono intorno all’81 per cento di proteine, le cavallette tra il 50 e il 77 per cento. A favore le potenzialità produttive e il ridotto impatto sugli ecosistemi ambientali – per produrre un chilo d’insetti bastano due chili di vegetali, mentre per produrre un chilo di carne ne occorrono almeno venti.

In Italia, e nei paesi membri dell’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare), mancano le autorizzazioni al consumo di queste specie, ma in diversi Paesi europei si trovano prodotti realizzati a partire da insetti.

Sul piano del dibattito c’è ovviamente la valutazione del rischio chimico e microbiologico, legato alla sicurezza alimentare. I rischi sono il contatto con sostanze nocive che gli insetti potrebbero accumulare al loro interno, e il possibile veicolo per diversi batteri patogeni per l’uomo (come salmonelle e campylobacter).

In questo caso però i trattamenti termici, la salatura e la salagione, la marinatura e l’affumicamento, sono in grado di inattivare con efficacia i principali patogeni alimentari e anche buona parte degli alteranti“.