Vaiolo delle scimmie, tieni sotto controllo questi segnali specifici

Mentre stiamo ancora combattendo con il Covid, in Italia e non solo è arrivato un altra malattia, conosciuta come il Vaiolo delle scimmie. Finora i casi confermati sono 92, e l’OMS sta monitorando la situazione nei 12 Stati membri dove il virus è arrivato. Vediamo intanto i segnali da tenere sotto controllo.

I Paesi in cui l’Oms ha registrato i casi sono Australia, Belgio, Canada, Francia, Germania, Italia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti d’America.

L’OMS specifica che sono più a rischio “coloro che hanno avuto uno stretto contatto fisico con qualcuno con il vaiolo delle scimmie, mentre sono sintomatici”.

 

Per i casi segnalati finora non sono stati stabiliti collegamenti di viaggio con le aree dove la malattia e’ endemica. “Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, i casi sono stati identificati principalmente, ma non esclusivamente, tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini” scrive l’OMS.

La situazione “si sta evolvendo”, spiega l’Oms che prevede “che ci saranno più casi di vaiolo delle scimmie identificati man mano che la sorveglianza si espande nei paesi non endemici”. Le azioni immediate, spiega l’Organizzazione mondiale della Sanita’ in una nota, “si concentrano sull’informazione di coloro che potrebbero essere più a rischio di infezione con informazioni accurate, al fine di fermare un’ulteriore diffusione. Le attuali prove disponibili suggeriscono che coloro che sono più a rischio sono coloro che hanno avuto uno stretto contatto fisico con qualcuno con il vaiolo delle scimmie, mentre sono sintomatici”.

I paesi endemici del vaiolo delle scimmie, riferisce sempre l’Oms, sono: Benin, Camerun, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Gabon, Ghana (identificato solo negli animali), Costa d’Avorio, Liberia, Nigeria, Repubblica del Congo e Sierra Leone. Benin e Sud Sudan hanno documentato le importazioni in passato. I paesi dell’Africa centrale che attualmente segnalano casi sono il Camerun e la Nigeria.

L’OMS sta alavorando per fornire una guida per proteggere dal contagio da vaiolo delle scimmie gli operatori sanitari in prima linea e altri operatori sanitari che potrebbero essere a rischio, come gli addetti alle pulizie.
L’OMS fornirà ulteriori raccomandazioni tecniche nei prossimi giorni.

Oggi si ritiene che i contagi avvengano prevalentemente attraverso scambio di saliva e di secrezioni, durante rapporti sessuali. L’agente infettivo penetra nell’organismo attraverso fessurazioni della mucosa (piaghe, ulcere della bocca, ragadi anali) e raggiunge i linfonodi, dove si moltiplica, producendo un lieve rigonfiamento delle ghiandole, febbre e dolori muscolari. Inoltre non è escluso che si possa trasmettere tra familiari, come avviene nell’epatite C, per scambio di effetti personali, un pettine o uno spazzolino da denti infetto.