E’ l’invenzione di due visionari francesi, che proprio il 4 giugno inaugurarono la scoperta che ancora oggi fa sognare tante persone

Le invenzioni che hanno rivoluzionato la storia dell’umanità spesso nascono da un sogno, un’idea, una convinzione, che porta chi la prova a voler andare oltre, a voler osare. Tra questi personaggi, ci sono due fratelli che proprio il 4 giugno del 1783 diedero vita ad una incredibile “esperienza” che oggi ancora è possibile vivere. 

Una sera, osservando un lenzuolo che si stava asciugando sopra a un fuoco, Joseph Michel vide che questo, per effetto del calore, si gonfiava con l’effetto di volare.

Da quel momento, decise di dare vita ad una serie di esperimenti, inizialmente con tessuti, corda e naturalmente l’ausilio dell’aria calda.

Fratelli Montgolfier
Fratelli Montgolfier (foto web)

Nato ad Annonay, un paese a sud di Lione (Francia), Joseph-Michel e suo fratello erano molto diversi. Il primo aveva una mentalità tipica dell’inventore: geniale e sognatore. Il fratello, più pratico, portato agli affari. Fu questo essere complementari che diede vita all’invenzione di Joseph-Michel.

Dopo aver visto il lenzuolo alzarsi con il fuoco, il giovane iniziò i primi esperimenti in casa, ma è nel 1782 arriva invece il primo prototipo di un pallone di tela gonfiato da una camera di combustione che veniva alimentato con la carta. Il pallone si riesce a tenere in aria per circa due chilometri. Era nata la Mongolfiera.

L’anno successivo, il 4 giugno del 1783, l’esperimento viene ripetuto pubblicamente ad Annonay, e la mongolfiera di 790 metri cubi riesce a volare ad un’altezza di 2mila metri per dieci minuti. Jacques-Etienne, che si occupava della fabbrica di famiglia, decide di sostenere economicamente l’impresa del fratello.

Mongolfiere Cappadocia
Mongolfiere Cappadocia (foto web)

A settembre dello stesso anno i primi passeggeri salirono sull’aerostato (Aerostate Révellion), ma erano solo animali. Il volo durò circa 8 minuti, all’altezza di 500 metri, e coprì una distanza di circa 3 km, sotto gli occhi del re Luigi XVI e la regina Maria Antonietta, che assistettero con una folla dal palazzo di Versailles.

Finalmente, poco dopo, arrivò il primo equipaggio umano, con Jean Francois Pilàtre de Rozier e il marchese Francois d’Arlandes, che volarono su Parigi per 25 minuti, percorrendo circa nove chilometri, partendo dal Bois de Boulogne.