Morta per una puntura di zecca, attenzione a questi segnali specifici, ecco cosa può accadere

In estate oltre all’allarme caldo, c’è anche quello legato alle punture di insetti, che spesso possono risultare letali, come nell’ultimo fatto di cronaca dove una donna di 70 anni è deceduta dopo una puntura di zecca. Ecco i sintomi ai quali fare attenzione. 

La donna era stata portata in ospedale in seguito a una grave infezione, la rickettsiosi, provocata dalla puntura di zecca.

Alcuni giorni prima si era accorta di avere l’insetto sulla cute, ma non avvertendo sintomi, aveva tolto l’animale senza fare ulteriori controlli.

Puntura zecca
Puntura zecca (foto web)

La donna, una settantenne della provincia di Nuoro, si era recata in ospedale con un quadro clinico già debilitato da febbre altissima, mal di testa, stanchezza, dolori muscolari, ma la terapia immediatamente somministrata non è servita. La donna purtroppo è deceduta dopo 4 giorni.

La diagnosi è stata di rickettsiosi, infezione provocata dalla puntura di zecca. Le zecche fanno parte della classe degli Aracnidi (la stessa di ragni, acari e scorpioni). Sono dei parassiti la cui pericolosità sta nell’apparato boccale che è in grado di penetrare la cute e succhiare il sangue di chi attaccano.

La rickettsiosi è conosciuta come febbre bottonosa del Mediterraneo, proprio perché diffusa nelle nostre zone. L’Istituto Superiore di Sanità specifica che “Il periodo di incubazione varia tra i 5 e i 7 giorni dopo il morso della zecca infetta ed è letale in un numero molto basso di casi (inferiore al 3%) anche in assenza di terapia. Le persone a rischio maggiore sono quelle in condizioni di salute già compromesse“.

L’Istituto di Sanità spiega che “la maggior parte di queste malattie può essere diagnosticata esclusivamente sul piano clinico, ma una pronta terapia antibiotica, nelle fasi iniziali, è generalmente risolutiva in particolar modo per le forme a eziologia batterica. Solo raramente (fino al 5% dei casi) e in soggetti anziani o bambini queste infezioni possono essere pericolose per la vita”.

Chiaramente la raccomandazione è di controllare la pelle, ma non sempre è facile accorgersi della presenza della zecca. In caso si vedesse l’animale, l’Iss raccomanda di non provarla a rimuovere con acetone, alcool o sostanze infiammabili “per evitare che la sofferenza indotta possa provocare il rigurgito di materiale infetto e un ulteriore affondamento del parassita nella pelle dell’ospite“. Si può invece provare ad estrarla in maniera delicata con l’uso di una pinzetta, con un movimento rotatorio.