Roma, crollato un pezzo dell’arco di Porta Maggiore, ecco cosa è successo il 14 giugno

Roma, una storia che dura dal 753 a.C. La città eterna, purtroppo come tutte, nei secoli perde i pezzi, nel vero senso del termine. Soprattutto nella parte delle mura antiche, che il tempo usura, e che proprio in queste ore hanno avuto un piccolo cedimento. Ecco cosa è successo. 

La Polizia Locale del I Gruppo Trevi è intervenuta per la caduta di una parte dell’arco di Porta Maggiore nella giornata del 14 giugno.

Porta Maggiore è una delle porte nelle Mura aureliane di Roma. Si trova nel punto in cui convergevano otto degli undici acquedotti che portavano l’acqua alla città, nella zona che, per la vicinanza al vecchio tempio dedicato nel 477 a.C. alla dea Speranza.

Porta Maggiore danneggiato
Porta Maggiore danneggiato (ph Sovrintendenza Capitolina)

Quando Aureliano a partire dal 271 d.C. diede l’avvio alla costruzione delle mura della città, i due fornici dell’acquedotto, monumentalizzati nel punto in cui scavalcavano le vie Labicana e Prenestina, divennero una vera e propria porta, venendo inglobate (come accaduto per la piramide Cestia) nel tracciato delle Mura aureliane, e assumendo il nome di Porta Praenestina o Labicana.

Gli interventi di restauro nel tempo

Già dopo soli trent’anni dalla sua costruzione, la struttura richiese ben due interventi di ristrutturazione e che, per di più, il restauro di Vespasiano (19 anni dopo) pose fine a ben 9 anni di inattività dell’acquedotto a causa di guasti. E solo altri 11 anni furono sufficienti perché si rendesse necessario un altro intervento da parte di Tito.

Ai giorni nostri, nel 1915, il Comune di Roma effettuò altri lavori per la sistemazione del piazzale, demolendo la residua struttura eretta da Gregorio XVI, ma solo nel 1956, a seguito dei lavori effettuati dall’architetto Petrignani, la porta tornò all’antico assetto originario e la piazza all’antico livello, riscoprendo il basolato delle due strade e i resti dell’antiporta. Sulle lastre di basalto del basolato, ancora esistenti sotto la porta, sono tuttora visibili i grandi solchi lasciati dal passaggio dei carri.

Porta Maggiore intervento (ph Sovrintendenza Capitolina)
Porta Maggiore intervento (ph Sovrintendenza Capitolina)

Ieri, dopo alcuni crolli già accaduti negli ultimi anni, nella mattina intorno alle 6.15, si sono staccati alcuni frammenti di tufo all’altezza del rinfianco destro del terzo fornice dell’acquedotto, sulla destra della Porta Maggiore, cadendo sul marciapiede alla base del muro di spalla, senza causare alcun danno a persone o cose.

“I tecnici della Sovrintendenza, intervenuti tempestivamente sul posto, hanno constatato il distacco della ridottissima porzione e sono state subito avviate le verifiche dello stato di conservazione della parte di monumento circostante, per individuare eventuali altri punti di usura da consolidare.

Si è reso necessario l’utilizzo di un cestello elevatore per raggiungere il punto danneggiato ed eliminare anche la vegetazione infestante sia a terra che in elevato. Ad una prima verifica, non sembrano esserci ulteriori danni, anche perché il distacco di questa mattina è di dimensioni molto limitate”, ha riferito la Sovrintendenza Capitolina, aggiungendo che lo stato di conservazione complessivo del monumento è comunque buono.