Allarme microplastiche, ora è ufficiale, si trovano anche nell’uomo

L’inquinamento da plastica è diventato uno dei problemi ambientali più urgenti da affrontare, sia per la sua gravità, sia perché lo abbiamo ignorato per troppo tempo. Negli ultimi decenni la produzione e il consumo di oggetti in plastica ha visto una crescita esponenziale ed ha prodotto fenomeni di inquinamento sulla terraferma e in mare, soprattutto in molti paesi dell’Asia e dell’Africa. 

Il Mediterraneo ha un triste primato per l’inquinamento da plastica. È infatti l’ecosistema più minacciato al mondo dalle microplastiche. Sui suoi fondali sono presenti i livelli di microplastiche più elevati mai registrati, ne contiene circa il 7%. L’inquinamento da plastica sta continuando ad aumentare e gli esperti ci dicono che entro il 2050 ci saranno più plastiche che pesci nei nostri mari.

Plastica nel mare (chesuccede.it09/07/2022)
plastica nel mare (fonte web)

La Commissione europea ha presentato la sua strategia per la lotta ai rifiuti plastici, durante la riunione del 2018 al Parlamento europeo di Strasburgo. L’obiettivo è rendere riciclabili tutti i rifiuti da plastica prodotti in Europa.

Accogliamo con favore la strategia ma occorre sostituire totalmente la plastica usa e getta, ad esempio le stoviglie ottenute dal petrolio, che purtroppo finisce nelle discariche o viene incenerita”. A parlane è Rosalba Giugni, presidente di Marevivo. La Cina è il più grande riciclatore di plastica al mondo, mentre molti paesi africani come Sudafrica, Eritrea, Ruanda e Keyna, hanno vietato l’uso dei sacchetti di plastica.

Ecco cosa succede nell’uomo

Microplastica nel piatto (chesuccede.it09/07/2022)
microplastica nel piatto (fonte web)

A preoccupare gli scienziati, è la scoperta di microplastiche negli animali da allevamento e nei prodotti derivati, come carne o latticini. L’allarme è arrivato dagli scienziati della Vrije Universiteit Amsterdam, che in uno studio hanno rilevato la presenza delle particelle nella maggior parte dei campioni testati. Dei 25 campioni di latte analizzati, infatti, 18 contenevano microplastiche, e sono state segnalate addirittura tracce di microplastiche nei campioni di latte in Svizzera e in Francia.

Tutto questo chiaramente ha un impatto anche sull’essere umano. Attraverso la stessa tecnica impiegata per studiare il sangue animale, è stato possibile rintracciare delle microplastiche anche nel sangue umano. “Rimane sconosciuto se ci sono potenziali rischi tossicologici di questi risultati“, ha spiegato il rapporto.

Le strade attraverso cui le microplastiche possono entrare nel sangue, prima degli animali e poi in quello degli uomini, sono diverse. Una di queste passa attraverso la catena alimentare. Le microplastiche vengono ingerite dagli animali e successivamente dagli uomini, danneggiando le cellule umane e a volte anche organi interni. Anche il confezionamento in contenitori di plastica per moltissimi prodotti alimentari, potrebbe essere un’altra fonte di contaminazione possibile.