Attenzione ai segnali quando bevi, potresti avere questa fobia

Parliamo di fobie, paure, che spesso rendono difficile molte attività ed aspetti della vita. Le fobie creano dei veri e propri malesseri, perché nascono da paure spesso incontrollabili, che si manifestano dove si trova il motivo scatenante. Spesso arrivano ad intaccare le nostre attività quotidiane. Vediamo che succede a chi soffre di questa particolare fobia. 

La paura della quale ci occupiamo, è legata ad un atto quotidiano, ma in questo specifico caso, si riferisce ad un preciso particolare. Parliamo del bere, ma non dell’atto in sé. E su questa fobia tra l’altro, il dibattito è ancora aperto.

Persone che bevono in un locale (Fonte Rawpixel)
Persone che bevono in un locale (Fonte Rawpixel)

Le fobie e le paure sono moltissime, e classificarle è davvero impossibile. La scienza è in continua evoluzione anche per quanto riguarda queste tematiche spesso sottovalutate, per le quali spesso è necessario un trattamento specifico.

Nel mondo enorme delle fobie, ce ne sono alcune bizzarre e anche difficili da gestire. Una di queste si chiama cenosillicafobia. Si tratterebbe della paura del bicchiere vuoto. Ebbene sì, sembra impossibile ma è così. Quando siamo soli o in compagnia, e magari stiamo bevendo una birra, dobbiamo fare attenzione quando lasciamo il bicchiere vuoto.

In realtà questo termine non compare nei dizionari, è come se fosse stato coniato senza un riferimento preciso. Tra le tesi più accreditate, c’è che la parola derivi dall’unione di tre parole del gredo antico: kenos che significa “vuoto”, “kylix” che significa “coppa, bicchiere”, e “phobia” che significa fobia o paura.

La paura si manifesta nel momento in cui, mentre si sta bevendo una bevanda, come ad esempio una birra, ci si avvicina al fondo del bicchiere. L‘idea che il bicchieri si svuoti, sembra che provochi nella persona che ne soffre una vera paura, con ansia e a volte aggressività.

Di questa patologia ad oggi non ci sono tracce importanti o studi approfonditi, e quindi in presenza di queste manifestazioni si può solo cercare di capire la motivazione, e farsi aiutare da uno specialista.