Ha sbloccato illegalmente migliaia di smartphone: il truffatore miliardario rischia l’ergastolo

Un truffatore diventato miliardario rischia l’ergastolo, poiché ha sbloccato illegalmente moltissimi smartphone.

Per 5 anni ha ingannato i principali operatori statunitensi, sboccando illegalmente migliaia di smartphone.

Truffatore sblocca migliaia di smartphone
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Grazie a questa truffa, il ladro è divenuto ricchissimo ma, una volta scoperto, è stato arrestato ed ora è in attesa di giudizio, rischiando l’ergastolo.

Il truffatore miliardario rischia l’ergastolo

Argishti Khudaverdyan è un 44 enne di origine statunitense e nel giro di pochi anni, ha guadagnato circa 25 milioni di dollari, acquistando una proprietà a Northridge e Burbank in California, una Ferrari 458, una Mercedes Benz S 63 AMG, una Land Rover e due orologi di lusso, ossia un Audemars Piguet e un Rolex.

Uomo ex proprietario negozio T-Mobile
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L’uomo è stato ex proprietario, da gennaio al giugno 2017, di un negozio T-Mobile di Los Angeles e, nonostante la società abbia deciso di rescindere il contratto di collaborazione del suo shop per comportamento sospetto, il truffatore ha deciso di continuare nel suo obiettivo.

Ora sull’uomo pesano 14 capi d’accusa, dall’associazione a delinquere finalizzata alla frode telematica, al riciclaggio di denaro, all’accesso a computer senza autorizzazione e al furto d’identità aggravato.

Khudaverdyan infatti, insieme al socio Alen Gharehbagloo, aveva messo a punto uno schema per sbloccare i telefoni dei clienti che T-Mobile bloccava per limitarne l’uso alla propria rete, oltre a stoppare i terminali smarriti o rubati. In questo modo chi voleva passare ad un altro operatore aveva la necessità di sbloccare lo smartphone, passaggio che Khudaverdyan assicurava con un sistema oliato nel tempo, ossia rubando le credenziali dei dipendenti della società ed entrando nei sistemi informatici interni per procedere allo sblocco del dispositivo.

Come spiegato dal Dipartimento di Giustizia Americano, l’uomo, per ingannare i dipendenti di T-Mobile, ha utilizzato email di phishing, ricalcando la corrispondenza interna e  servendosi inoltre dell’help disk IT aziendale per reimpostare le password dei dipendenti truffati e accedere ai codici di sblocco. Grazie a ciò, è riuscito così ad ottenere le credenziali di oltre 50 impiegati e sbloccare centinaia di migliaia di smartphone.

Lo schema è stato utilizzato, in seguito, per violare i sistemi di altri operatori statunitensi, come Sprint e AT&T, privando le aziende dei ricavi previsti dai contratti e con gli smartphone rivenduti sottobanco.

Dichiarato colpevole dalla giuria, Khudaverdyan conoscerà la sua condanna il prossimo 17 ottobre e rischia di trascorrere il resto dei suoi anni in prigione, anche se lo scorso anno un uomo colpevole di aver sbloccato illegalmente quasi 2 milioni di telefoni, è stato condannato a 12 anni di carcere.