Tatuaggi che mutano al sole: così il colore diventa cancerogeno

I tatuaggi che mutano al sole sono una realtà. Il colore diventerebbe cancerogeno, lo rivela uno studio. 

I tatuaggi non sono solo una moda, ma per molti è una cultura, e un modo per raccontare qualcosa da tenere stabile sulla propria pelle.

Tatuaggi al sole
Donna tatuata (Fonte Canva)

L’arte del tatuaggio esiste da moltissimi secoli, e negli ultimi anni ha preso piede in tutto il mondo. Giovani e meno giovani, amano sempre di più tatuarsi frasi o disegni per raccontare la propria vita, o mantenere indelebili addosso dei ricordi importanti.

Ecco che succede al colore del tatuaggio al sole

Il gruppo di ricerca di chimica inorganica della Binghamton University di New York, lo Swierk Group, ha analizzato la composizione molecolare degli inchiostri per tatuaggi.

Tatuaggio colorato
Tatuaggio colorato (Fonte Canva)

Secondo i risultati, alcuni batteri e l’esposizione alla luce ultravioletta potrebbero essere in grado di degradare i pigmenti dei tatuaggi in un altro composto a base di azoto, che è potenzialmente cancerogeno. Su 23 dei 56 diversi inchiostri analizzati è stata rilevata la presenza di pigmenti azoici.

Restando in tema di colorazioni permanenti, Daniele Spirito, specialista in chirurgia plastica e docente presso la Scuola di specializzazione in Chirurgia Plastica dell’Università di Milano, ha spiegato ad Ansa che “I pigmenti colorati possono staccarsi dai disegni sottopelle e depositarsi nei linfonodi, sentinelle che si attivano in caso di virus, attacchi batterici e tumori. Il rischio è che una volta colorati, questi linfonodi potrebbero iniziare a dare risposte anomale e si creino infezioni e infiammazioni“.

Il medico ha anche spiegato che “Dopo le nuove norme Ue più restrittive, sono in aumento le richieste di chi vuole rimuovere un tatuaggio, che si tratti di un nome, un simbolo, un’icona, trucco permanente o microblading, cioè il tatuaggio cosmetico che ridisegna sopracciglia, labbra e occhi“. Una nuova normativa europea, entrata in vigore il 4 gennaio, “mette infatti al bando proprio gli inchiostri colorati per i tatuaggi e trucco permanente. Ad essere vietati non sono gli inchiostri di per sé ma i pigmenti colorati che contengono isopropanolo, sostanza presente nella maggior parte degli inchiostri per tatuaggi, aggiunta per renderli sterili“.

L’isopropanolo è classificato tra le sostanze potenzialmente cancerogene: “Le lesioni cutanee provocate durante i tatuaggi possono infatti causare l’assorbimento di questa sostanza nell’organismo, con conseguenze negative. Il rischio, seppur basso, esiste. Per questo bisogna ricordare che le attività di rimozione di tatuaggi o microblading sono considerate mediche e in quanto tali devono essere eseguite da un medico. Non abbiamo la gomma da cancellare ma esistono diverse tecniche in grado di scolorire gradualmente il tatuaggio fino a farlo scomparire, lasciando comunque quasi sempre un’impronta“.