L’hai sempre indossata ma non ci hai mai fatto caso: non crederai ai tuoi occhi

Non ci hai mai fatto caso, ma l’hai portata addosso forse centinaia di volte, e quando lo saprai non crederai ai tuoi occhi. 

Quante volte abbiamo le risposte a cose di cui non sappiamo nemmeno l’esistenza? ebbene, questo sarà uno di quei casi per molte persone.

Sopresa
Sorpresa (Canva)

Parliamo di un indumento che quasi tutti abbiamo, e in milioni di persone portiamo, sia uomini che donne. Ed esiste addirittura dal 1873.

Taschina del jeans, ecco a cosa serve realmente

Il termine jeans (o blue jeans) si pensa addirittura che derivi dalle parole in lingua francese “bleu de Gênes” – “blu di Genova” in italiano.

Taschino dei jeans
Taschino dei jeans (Canva)

Il tessuto jeans è infatti originario della Repubblica di Genova, poi reinventato nel 1871 come lo conosciamo oggi dal sarto Jacob Davis, per essere brevettato infine da Levi Strauss il 20 maggio 1873. Ma la storia parte da alcuni anni prima, nel 1852, quando proprio Levi Strauss, un immigrato bavarese, aprì una società di tessuti a San Francisco durante il picco della corsa all’oro californiana.

Come racconta il sito ufficiale, “mentre lavorava, si accorse dell’esigenza di tutte le persone laboriose: avere vestiti realizzati per resistere a qualsiasi cosa. Levi Strauss e Jacob Davis unirono un resistente tessuto denim con rivetti di rinforzo, così nel 1873 nacque la prima tuta da lavoro. Oggi li chiamiamo “blu jeans”. Quello che iniziò come un’invenzione per il lavoratore americano divenne l’uniforme del progresso. Indossati da minatori, cowboy, ribelli, rock star, presidenti e da uomini e donne comuni, questi capi funzionali erano gli abiti con cui le persone non solo lavoravano ma vivevano letteralmente la loro vita“.

Ma c’è un particolare nei jeans che indossiamo ancora oggi, al quale non facciamo caso, ma che abbiamo sempre sotto i nostri occhi. La quinta tasca, piccola, che troviamo nel lato destro dei jeans. A cosa serve?

Il marchio americano ha spiegato direttamente a cosa serve il taschino: si tratta del cosiddetto watch pocket, ovvero il posto dove nell’Ottocento gli uomini della prateria tenevano gli orologi da tasca. Il jeans infatti, nascendo come capo d’abbigliamento da lavoro, ha reso necessario capire dove mettere l’orologio da taschino – visto che all’epoca ancora non esisteva l’orologio da polso.

Con il tempo l’utilizzo del taschino è cambiato, e si è adattato ai tempi, fino ad essere ribattezzato condom pocket, proprio perché spesso usato per tenere il preservativo. In realtà, negli anni la taschina ha perso l’originario scopo di porta orologio, ma si è rivelata molto utile per riporre diversi piccoli oggetti, pensiamo alle monete, ai piccoli bigliettini di ogni genere, insomma qualunque piccolo oggetto che si voglia portare dietro senza la scomodità di doverlo tenere in mano.