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Published on Novembre 28th, 2017 | by Gianluca

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Droni con videocamera e privacy: cosa dice la legge

I droni sono velivoli di dimensioni variabili privi di pilota, comandabili a distanza. Nati prevalentemente per uso militare, nel corso degli ultimi anni si sono molto evoluti e adattati agli usi più disparati. Controllabili tramite radiocomando, ma anche via app per telefonini e tablet, sono in commercio in tantissimi varianti, che vanno dagli usi hobbistici e sportivi a quelli professionali. Sono adoperati, infatti, in agricoltura, ma anche per il monitoraggio del meteo o per riprese video professionali.

I droni o aeromobili dotati di videocamera, però, impongono una seria riflessione in termini di privacy. In Rete, infatti, finiscono spesso filmati ripresi da quadricotteri che hanno immortalato, tra gli altri, ignari passanti o proprietari di abitazioni e aziende che non hanno mai dato espressa autorizzazione ad essere ripresi. È inevitabile, dunque, che con la diffusione massima dei droni si aprisse una seria riflessione sulla violazione della privacy da parte di questo tipo di velivoli dotati di videocamera.

A livello continentale, il Gruppo ex art. 29 che riunisce i Garanti Privacy di tutti gli Stati membri della CE, ha evidenziato come “l’utilizzo dei droni risulta problematico nel momento in cui vengono impiegati senza considerare l’invasività insita in questa tecnologia”. In sostanza, in troppi utilizzano i droni per effettuare riprese senza pensare a cosa possano implicare determinate registrazioni non autorizzate. È anche per questo, dunque, che si è reso necessario un coordinamento europeo di regolamentazione dei droni per riprese aeree.

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In sostanza, deve essere ben chiaro chi sia l’autore delle riprese tramite drone, a quale scopo effettua delle registrazioni, quali sono le misure da adottare per garantire la sicurezza dell’ambiente e la privacy delle persone. Casi particolari, inoltre, sono rappresentati da quelle società che realizzano riprese per conto di altri soggetti, che sono a loro volta titolari del trattamento della privacy, ma non sempre sono realmente a conoscenza delle responsabilità. Il Gruppo di lavoro ex art. 29 ha così fornito alcune indicazioni ai legislatori nazionali in modo da affrontare correttamente la questione dei droni.

Deve essere innanzitutto prevista la necessità di acquisire un’autorizzazione fornita dalle Autorità di Aviazione e devono essere applicati criteri per l’acquisizione dei dati personali. I dati non strettamente necessari, inoltre, devono poter essere anonimizzati o cancellati. Si tratta di misure, ovviamente, che riguardano non solo chi utilizza i droni, ma anche chi li produce: questi velivoli devono infatti essere accompagnati da fogli illustrativi che chiariscano sin da subito agli acquirenti che queste nuove tecnologie hanno potenzialità intrusive e i casi nei quali è permesso il loro utilizzo.

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