CULTURA

Published on Giugno 22nd, 2014 | by admin

Addio musei gratis per gli over 65

Dopo il decreto Art Bonus, che prevede la defiscalizzazione sino al 65% per i privati che investono nel patrimonio culturale italiano, dopo aver affiancato manager professionisti ai soprintendenti per i grandi musei e soprattutto dopo aver fatto in modo che gli incassi derivanti dai biglietti venduti dai singoli musei restino nelle casse dei musei stessi (prima invece finivano tutti nelle casse del Tesoro che poi li ridistribuiva secondo criteri a volte anche discutibili), dal 1 luglio di quest’anno cambieranno anche orari e modalità di accesso per i musei statali.

Ecco alcune delle principali novità:
– Ingresso gratuito per tutti i minorenni, per gli insegnanti che accompagnano le classi in visita e prezzo ridotto per gli under 25.
– Prezzo intero per tutti gli altri (compresi gli over 65).
– Ingresso gratis una domenica al mese (la prima di ogni mese secondo le parole del ministro Franceschini).
– Raddoppio (da una a due) delle Notti al museo con ingresso al prezzo simbolico di 1 euro.
– Tutti i venerdi chiusura serale posticipata alle ore 22 dei musei e luoghi di cultura più importanti (Colosseo, Pompei, gli Uffizi giusto per citare i più conosciuti e visitati).

Queste importanti novità sono state annunciate dal ministro della cultura Franceschini durante gli Stati Generali della Cultura organizzati dal Sole 24 Ore a Roma. Una misura obbligata per stare al passo con l’Europa, secondo quanto ha affermato lo stesso Franceschini, il quale ha anche aggiunto che la valorizzazione dei musei è senza dubbio una delle priorità di questo governo.. Forse qualcosa si sta davvero muovendo nel modo di concepire e valorizzare il patrimonio culturale italiano.

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A chi obiettava che dal primo luglio di quest’anno gli over 65 dovranno pagare il biglietto intero mentre sino a ora entravano gratis nei musei e luoghi culturali pubblici italiani il ministro Franceschini ha risposto fornendo una statistica dove si evince che ogni anno più di un terzo dei visitatori non paga il biglietto, compresi i turisti stranieri (soprattutto americani e giapponesi over 65).
In un momento di crisi economica come quello che stiamo attraversando da troppi anni era sicuramente giunto il momento di rivedere anche questo tipo di privilegi, soprattutto se ad approfittarne sono quegli stranieri che vengono in Italia disposti a spendere (e non poco) per viaggiare, dormire, mangiare, acquistare souvenir e dunque non si vede perché non possano anche pagare il giusto prezzo d’accesso al nostro patrimonio artistico come sono disposti a fare in tutto il resto del mondo.
Forse un appunto per il ministro varrebbe la pena metterlo in bacheca: perché non prevedere qualche modalità (magari sfruttando l’ISEE o altro metodo per il calcolo effettivo della disponibilità economica) per dare modo anche ai meno abbienti di poter accedere ai luoghi di cultura (musei ma anche teatri, concerti di musica classica, etc…)?

Forse sembrerà piccola cosa ma per molti milioni di italiani spendere qualche decina di euro per accedere a un museo, per assistere a uno spettacolo teatrale o ascoltare dal vivo un concerto di musica sinfonica o lirica è un lusso che non si possono permettere. Magari facendo pagare chi non ha problemi in tal senso , evitando di agevolare economicamente chi non ne ha bisogno, il ministro Franceschini potrebbe trovare le risorse per permettere, a chi davvero non può economicamente sostenere la spesa, di accedere ai luoghi di cultura che anche secondo la nostra Costituzione sono un patrimonio di tutta la nazione e non dunque appannaggio solo di chi se li può permettere.

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Fondatore e Webmaster di CheSuccede.it , partecipa pure lui con i suoi articoli.



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