CULTURA

Published on 19 Gennaio, 2018 | by Susy

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“Siate incoscienti!”: lettera di una donna morente a chi rimane a questo mondo.

La lettera

Indice

è strano realizzare e accettare la tua mortalità a 26 anni. È solo una delle cose che si ignorano. I giorni volano e tu pensi semplicemente che continueranno ad arrivare. Fino a quando non succede l’imprevedibile. Mi sono sempre immaginata di diventare vecchia, iniziare ad avere le rughe e i capelli bianchi, causati soprattutto dalla mia meravigliosa famiglia (con tanti figli) che pensavo di mettere su con l’amore della mia vita. Lo volevo così tanto che fa male. Ed è così che è la vita: fragile, preziosa e imprevedibile. Un dono ogni giorno, non un diritto da dare per scontato. Adesso ho 27 anni. E non voglio andarmene. Amore la mia vita. Sono felice… Lo devo a chi mi vuole bene. Ma non ho il controllo di questa cosa. Ho iniziato a scrivere questo ‘diario prima di morire’, per sentirne la paura – dal momento che spesso ci dimentichiamo che è inevitabile. A parte quando ne voglio parlare, ma mi pare che sia ancora un tabù e che a noi non succederà mai. È dura. Vorrei solo che la gente smettesse di preoccuparsi delle cose inutili e che provasse a ricordare che abbiamo tutti lo stesso destino e che dovremmo fare di tutto per rendere il tempo eccezionale. Senza troppe stupidaggini a preoccuparci. Ho messo da parte tante cose e ho avuto molto tempo per pensare alla vita negli ultimi mesi. Naturalmente sempre nel cuore della notte, quando questo tipo di cose mi prendono la testa! Tutto questo tempo che perdiamo dietro cose inutili (ci ho fatto caso nei mesi scorsi), dovremmo solo pensare a chi sta affrontando un problema grave. Dovreste essere grati di avere delle piccole preoccupazioni. Va bene rendersi conto che c’è qualcosa che non va, ma bisogna ricordarsi di non farlo pesare anche a chi ci sta intorno. Bisogna andare avanti. Una volta fatto, uscite fuori e respirate a pieni polmoni, guardate il cielo blu e quanto siano verdi gli alberi. È tutto così bello. Pensate a quanto siate fortunati a respirare ancora. Magari siete incastrati nel traffico, o avete dormito male perché i vostri bellissimi figli continuano a svegliarsi di notte, o forse il parrucchiere ha esagerato con il taglio. Il vostro seno è troppo piccolo e avete la cellulite e anche un poco di pancetta.
Lasciate stare tutto quanto! Ve lo giuro, non ci starete a pensare nel momento in cui sarà il momento di andare. TUTTO è così insignificante quando si guarda la vita per intero. Sotto i miei occhi il mio corpo si sta consumando e non c’è niente che io possa fare. E quello che spero al momento sarebbe di avere ancora un altro compleanno o un altro Natale con la mia famiglia. Un giorno in più con il mio ragazzo o il mio cane. Solo uno…” CLICCA SUL PUNTO 3 PER CONTINUARE A LEGGERE

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