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Published on Settembre 17th, 2019 | by Gianluca

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Inizia l’avventura dei navigator, tra dubbi e speranze

È partita l’avventura dei navigator, la nuova figura professionale fortemente voluta dallo scorso Governo la quale è stata confermata in quello attuale.

Questi professionisti, i quali sono stati scelti a seguito di una selezione nazionale basata su un quiz a risposta multipla di 100 domande, sono stati assunti dalla società Anpal e la loro funzione sarà quella di affiancare i percettori del Reddito di Cittadinanza.

Questa misura di welfare è attiva oramai da alcuni mesi, tuttavia il Reddito non è stato concepito come un mero strumento assistenziale, al contrario il Ministro Di Maio, che ha voluto istituire la figura del navigator, ha sempre sottolineato che questo sussidio deve assolutamente accompagnarsi a delle politiche attive.

L’obiettivo: trovare lavoro a chi percepisce il Reddito di Cittadinanza

Proprio in tale ottica andrebbe ad inserirsi il navigator: il delicato compito di questo professionista è quello di “prendere in carico” il cittadino che percepisce il Reddito di Cittadinanza ricollocandolo nel mondo del lavoro.

Laddove il navigator presenti al cittadino un’offerta lavorativa “congrua” egli dovrà accettarla: se si rifiuta anche la terza proposta, il percettore perde definitivamente il sussidio assieme al relativo nucleo familiare.

Sicuramente la sfida più grande per questi nuovi operatori, tutti rigorosamente laureati, sarà proprio quella di proporre ai loro assistiti delle offerte di lavoro: le aziende che assumono cittadini appartenenti a tale categoria potranno usufruire di interessanti sgravi, ma è cosa nota il fatto che le offerte di lavoro in Italia non siano affatto numerose, soprattutto a Sud.

Come può operare il navigator

In realtà il compito del navigator non si limita esclusivamente all’individuazione di un’offerta di lavoro, sebbene sia questo, ovviamente, il suo obiettivo principale.

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Il “goal” è infatti quello di riqualificare il cittadino anche a livello di formazione, partendo dalle sue competenze di base e dalle sue esperienze lavorative pregresse.

Facendo un esempio, se un percettore di Reddito di Cittadinanza ha buone conoscenze informatiche e alcune esperienze nel settore della grafica, laddove in provincia vi fosse un’azienda che cerca una figura in grado di utilizzare il software Quark Xpress il navigator può suggerire al cittadino di seguire un corso specifico presso un ente di formazione accreditato come PuntoNetFormazione.

Alcuni nodi ancora da sciogliere

La nascita di questi professionisti ha creato anche alcuni “nodi”, d’altronde ciò era facilmente prevedibile trattandosi di una figura del tutto nuova.

Anzitutto, va rilevato come l’inserimento di tali lavoratori nelle diverse Regioni stia avvenendo con tempi e modalità piuttosto differenti, inoltre la Regione Campania non ha firmato la convenzione necessaria per la loro contrattualizzazione.

Le polemiche, a tal riguardo, non mancano: il Governatore della Regione Campania si è detto contrario alla creazione di nuovi lavoratori precari, inoltre non accetta il fatto che tali professionisti, inquadrati come co.co.co., potranno svolgere anche un altro lavoro mettendo al rischio la qualità del loro operato.

D’altro canto, ovviamente, i navigator non contrattualizzati stanno rivendicando la loro volontà di iniziare ad operare, anche attraverso delle azioni di protesta piuttosto eclatanti.

Al di là di questo, ovviamente, l’auspicio è che le politiche attive fortemente volute dal Governo possano concretizzarsi e possano effettivamente offrire delle opportunità professionali ai percettori del Reddito di Cittadinanza, soprattutto nelle aree in cui i livelli di disoccupazione, sia giovanili che non, sono particolarmente elevati.


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