SMARTPHONE

Published on Novembre 6th, 2014 | by Emanuele Rizzo

Instagram e Pubblicità. Dopo tocca a WhatsApp!

Instagram implementerà la pubblicità! Nonché i guadagni di casa Zuckeberg.  Toccherà presto anche a Whatsapp? Scopriamolo insieme.

“PERCHÉ NON VENDIAMO PUBBLICITÀ”

Famoso quanto rassicurante ma ormai obsoleto il messaggio di apertura dell’applicazione di messaggistica di Whatsapp,in cui l’utente al primo avvio dell’applicazione si imbatte  nel curioso messaggio: “Perché non vendiamo pubblicità”. Tuttavia questa filosofica quanto inutile frase ha tutt’oggi un costo: 0,89 centesimi (1 anno), 2,40 (3 anni), 3,34 (5 anni). Il tutto per tener lontano l’utente da ridondanti messaggi pubblicitari e permettere la fruizione dell’app stessa. Purtroppo però come toccherà presto ospitare l’apparato pubblicitario ad Instagram potrebbe toccare anche a Whatsapp e gli utenti non saranno troppo contenti.

IL WEB E NON SOLO SI INFURIA

Sfuriata nel web già accaduta in merito alla notizia dell’inserimento di banner e video spot pubblicitari nel rullo principale della home di Instagram. L’applicazione sociale sviluppata Kevin Sistrom ha fatto negli anni passi da gigante pur mantenendo sempre inalterati politica e obiettivi d’uso dell’applicazione. Dapprima l’acquisizione per il pluripremiato Social Network Cambridgeano Facebook, dopodichè il rinnovo estetico della home. Infine l’aggiunta della possibilità di girare brevi video in formato HD (seppur di breve durata) e la partenza in automatico degli stessi nel “rullo” della Home. Adesso è giunto il momento di cambiare. Adesso arriva anche la pubblicità. Banner o Spot? Entrambi!

GUADAGNI FACILI MA I CRASH…

Ormai anche le pietre sanno che la pubblicità produce guadagno. A volte è utile, a volete inutile, a volte troppo ripetuta e volte crasha. Proprio così, molte applicazioni che prima erano fruibili anche da smartphone di fascia bassa in seguito all’inserimento di Background Process inerenti la pubblicità hanno reso le stesse indigeste ai poveri poco potenti processori. Certo è che dietro il bancone dell’officina Zuckeberg ci stanno ingegneri informatici non di poco conto. Riusciranno a far fronte a quest’inconveniente?  Implementeranno tutto ciò in modo di nuocere il meno possibile all’usabilità dell’applicazione social?

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CHE SIA LA VOLTA DI WHATSAPP?

Per quanto riguarda l’app di messaggistica non ci resta che aspettare e pregare che non venga minimamente intaccata da inutili spot. Ricordiamo ancora che “le pubblicità” non nuociono all’utente in termini di “noia” o “pesantezza” ma nuociono solo al processore del proprio device, che deve gestire più processi e tutto ciò si traduce in termini di tempo e quindi aggiunta di millisecondi nonché quindi ritardi nella gestione e nei comandi dell’app, il tutto solo per aumentare i guadagni di tasche altrui. Purtroppo le vecchie politiche si sono perse e ad oggi non si mira più al benessere del cliente.

Una volta Canone RAI era sinonimo di tutela dello spettatore e quindi programmi più istruttivi e utili e meno pubblicità idiote e inutili, oggi invece la situazione è sfuggita di mano e RAI è sinonimo di qualsiasi altra rete in termini pubblicitari. Questo piccolo esempio per poter chiarificare che la pubblicità può essere anche utili allo sviluppatore (in termini di guadagni per la corretta gestione del prodotto per il rispetto dell’utente finale) e all’utente finale (in termini di un prodotto meglio gestito e performante). Purtroppo le politiche non sono più queste e pubblicità è solo sinonimo di guadagno per chi vende a discapito di molti aspetti all’utente finale. Vogliamo chiudere con una domanda retorica, di cui sappiamo già tutti la risposta: l’utente cambierà prodotto in quanto stanco e arrabbiato oppure sopporterà la continua morsa pubblicitaria lamentandosi ma tornando sempre all’osso?

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