Ordinano tonno fresco al ristorante: finiscono tutti in ospedale




Disavventura per degli avventori: dopo aver consumato del tonno fresco manifestano sintomi che li spingono a correre al pronto soccorso

Tonno fresco (pixabay)
Tonno fresco fette (pixabay)

Questo è quanto successo a nove persone che avevano deciso di recarsi al ristorante per un momento di relax e convivialità, dopo tanto tempo passato in lockdown.

Finito di consumare il pesce, però, tornati a casa, hanno accusato sintomi ambigui e che hanno destato la loro preoccupazione: vomito, nausea, addirittura svenimenti e perdita di conoscenza. Immediata la corsa alla prima struttura sanitaria.

Il tonno è stato consumato dal gruppo in diverse forme, sia crudo che appena scottato e in due ristoranti differenti. I malori si sono riscontrati tra il 1 e il 3 di giugno.

L’alimento in oggetto non è quello tipico inscatolato, ma bensì quello al trancio venduto fresco.

Firenze: il pesce fresco mangiato in due posti diversi

I consumatori fortunatamente sono stati tutti dimessi dagli ospedali cittadini San Giovanni di Dio e Santa Maria Nuova.

Firenze (pixabay)
Firenze (pixabay)

I ristoranti in oggetto sono due del capoluogo toscano e i casi iniziali, otto, sono stati segnalati alla Usl di competenza. Nella giornata del 3 giugno inoltre, il centro antiveleni fiorentino ha segnalato un ulteriore episodio, arrivando al totale di 9 individui coinvolti.

L’ultimo protagonista un uomo che ha mangiato anch’esso del tonno ma in un locale di Portoferraio.

Le indagini dei tecnici della prevenzione dell’Unità Funzionale di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare si sono quindi concentrate su i due ristoranti.

Qui hanno controllato che tutte le norme igieniche fossero rispettate. In particolar modo tracciabilità e conservazione dell’alimento.

A questo punto si sono rivolti al centro all’ingrosso che rifornisce i due locali e molti altri ristoranti di Firenze e ha proceduto a bloccare in toto il lotto di merce.

Le autorità oltre a far scattare l’allerta alimentare, hanno provveduto a mandare un campione del pesce all’istituto zooprofilattico sperimentale di Lazio e Toscana.

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L’Asl toscana ha infine comunicato che “non ci sono ipotesi attendibili circa il contaminante che possa aver causato l’episodio”.

 

 

 




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