Morte Camilla, l’accusa pesante dell’avvocato: “Non è come si pensa”

Prende la parola l’avvocato della famiglia Canepa, in merito alle circostanze che hanno portato alla morte della giovane Camilla

Vaccino Covid (Instagram)
Vaccino anti Covid (Instagram)

Continuano le polemiche in merito alla tragica fine della ragazza ligure Camilla Canepa, morta pochi giorni fa in seguito a una trombosi.

La giovane si era vaccinata contro il Covid il 25 maggio scorso con Astrazeneca durante un open day.

La situazione era velocemente precipitata e Camilla si era presentata inizialmente il 3 giugno al pronto soccorso lamentando un forte mal di testa e problemi alla vista. Era stata dimessa, dopo aver effettuato esami neurologici e tac risultati negativi, con la raccomandazione di effettuare un controllo da lì a due settimane.

Due giorni dopo, il 5, veniva nuovamente ammessa per seri problemi motori. La tac rivelava quindi un‘emorragia in corso e per la ragazza si decideva per l’immediato trasferimento al reparto di Neurochirurgia del San Martino di Genova.

Qui, il 10 giugno, ne viene constatata la morte cerebrale. I genitori ne autorizzano l’espianto degli organi.

A seguito del decesso, sono molte le polemiche scatenatasi sull’uso di Astrazeneca per la vaccinazione degli under 60, sia da parte di medici che di esponenti di forze politiche, come Giorgia Meloni: “Non si scherza con la salute dei cittadini”.

La Procura di Genova decide di volerci vedere chiaro e dispone del sequestro da parte dei Nas di tutta la documentazione e le cartelle cliniche.

Dall’anamnesi patologica stilata durante la prima visita al pronto soccorso della ragazza, si scopre che soffrisse di piastrinopenia autoimmune familiare e che inoltre assumesse anche dei farmaci a base uno di estrogeni e l’altro di progestinici.

La famiglia non ci sta: “Camilla non aveva nessuna malattia”

Ora il legale della famiglia dell’adolescente parla a nome dei suoi assistiti dopo le rivelazioni dei giorni scorsi, nella speranza di fare chiarezza e dissipare le nubi sul conto della povera giovane.

Vaccino anti Covid (Pixabay)

L’avvocato Paone ha infatti dichiarato: “la ragazza non aveva alcuna malattia ereditaria”, invitando i media a rispettare il momento terribile che stanno provando i suoi genitori: “Il papà e la mamma di Camilla confidano nel rispetto del loro dolore e della loro privacy”.

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Intanto nei prossimi giorni, presumibilmente martedì, sarà effettuata l’autopsia sul corpo della 18enne, affidata al medico legale Luca Tatjana e all’ematologo Franco Piovella.