Altro caso di trombosi dopo il vaccino, vittima un 54enne

Altro caso di trombosi registrato dopo la somministrazione del vaccino anti-Covid 19.

covid-19 terapia intensiva
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Un uomo di 54 anni è stato ricoverato al reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari in seguito a un’ischemia manifestatasi dopo la somministrazione del vaccino anti Covid-19.

Questa volta però, il malessere non dipende dal vaccino anglo svedese AstraZeneca ma dal concorrente americano Johnson&Johnson, anche esso raccomandato per gli over 60 ma non ancora depennato dalla lista dei vaccini per i soggetti di età inferiore.

La ricostruzione del malessere che ha colpito l’uomo

L’uomo ha ricevuto la prima dose del vaccino il 26 maggio, il Policlinico ha segnalato all’Aifa e al Ministero della salute i sintomi del paziente. I primi malesseri risalgono al 9 giugno quando l’uomo era arrivato all’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, dov’era stato visitato e aveva ricevuto una terapia farmacologica per una trombosi periferica.

Il 12 giugno, ancora in preda a malori, l’uomo si reca al Pronto Soccorso dichiarando la terapia farmacologica prescritta dall’altra sede. Il giorno seguente l’uomo viene ricoverato nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari, sotto le cure del Professor Salvatore Grasso.

Il medico afferma che per le tempistiche che si sono registrate molto probabilmente le cause di trombosi manifestate sull’uomo sono dovute alla somministrazione del vaccino, anche se non si sente di escludere totalmente altre possibili cause.

Tamponi Covid
Tampone (Foto Instagram)

Nel frattempo si sta ricostruendo il quadro clinico del paziente, al momento la situazione è grave e la prognosi resta riservata.

Mentre dopo il caso della diciottenne genovese il vaccino AstraZeneca è stato bloccato per tutti i cittadini under 60, lo stesso mezzo precauzionale non è stato preso per l’iniezione del vaccino Johnson&Johnson.

In una nota del Ministero della Salute del 20 aprile si può leggere un’indicazione da parte dell’agenzia del farmaco che consigliava “in via preferenziale” la somministrazione ai soggetti dai 60 anni in su.

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Restano quindi da fare ulteriori accertamenti sul paziente della provincia di Bari nella speranza che la dose del vaccino anti-Covid19 non sia stata letale.