EURO2020, la Guardia di Finanza ferma un fenomeno molto diffuso. Vediamo di cosa si tratta

Per l’EURO2020 la Guardia di Finanza è stata impegnata in una complessa operazione. Le indagini sono state portate a termine dal procuratore di Napoli Giovanni Melillo. 

Pallone calcetto
Pallone calcetto (Fonte Pixabay)

La Guardia di Finanza di Napoli coordinata dal procuratore Giovanni Melillo è stata impiegata in una complessa operazione anti frode.

Il fenomeno molto diffuso si è accentuato in funzione degli attesissimi europei di calcio Uefa Euro 2020, l’operazione soprannominata ‘Euro Strike 2020’ ha visto operare il Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza. 

‘Euro Strike 2020’, la pirateria ai tempi della Uefa

Guardia di Finanza (youtube)
Guardia di Finanza in azione (youtube)

La Guardia di Finanza ha scoperto la trasmissione non autorizzata in internet delle partite di Uefa, che in qualità di titolare dei diritti di trasmissione ha segnalato un copioso sistema di portali finalizzati allo streaming illegale di partite.

Le dispute calcistiche veniva trasmesse su un portale, il sistema informatico che proiettava le partite è di ultima generazione ed alimentato contemporaneamente da tantissime sorgenti smistate in tutta Europa.

Nella prima fase è stato configurato un avanzato sistema di tracciamento che ha consentito di individuare i flussi pirati. Nella giornata di ieri 17 giugno gli utenti accedendo al sito pirata hanno potuto leggere sul pannello che il portale utilizzato illegalmente era stato posto sotto sequestro e che venivano rilevati i loro dati di connessione.

I responsabili del sito pirata rischiano dai 6 mesi ai 3 anni di carcere e una multa di 15.493 Euro, gli utenti invece riceveranno una sanzione ammnistrativa per un massimo di 1032 euro.

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L’operazione è stata molto complessa ed è stata coordinata e portata a termine dal Procuratore della Repubblica di Napoli, Giovanni Melillo e diretta dal Procuratore Aggiunto Vincenzo Piscitelli e dai Sostituti Procuratore Valeria Sico e Maria Sofia Cozza. 

L’operazione ha permesso il sequestro di 600 risorse informatiche, la Guardia di Finanza assicura la leale concorrenza tra gli operatori, nell’ultimo anno – da inizio pandemia da covid-19 ad oggi- hanno perso il lavoro oltre 8000 (dati FAPAV) per gli effetti di questi fenomeni per niente leciti.