Metteva online i video della figlia: arrestato pedofilo di 32 anni

Storia dell’orrore scoperta dai poliziotti della Postale. Tra gli arrestati un insospettabile padre pedofilo di 32 anni

Pugno (pixabay)
Abuso sui minori immagine di repertorio (Pixabay)

Maxi operazione della Polizia Postale nell’ambito della pedopornografia online e che ha portato a 17 perquisizioni e all’arresto di una persona.

L’arrestato è un operaio insospettabile di 32 anni del nord Italia, colto in flagranza di reato. Il pedofilo è stato trovato in possesso di ingenti quantità di immagini e video ritraenti le piccole vittime.

A sconvolgere gli investigatori è stata anche la scoperta, esaminando il materiale sequestrato, dell’identità di uno dei soggetti. Da quanto risulta, infatti, il trentenne avrebbe abusato della sua stessa figlia mettendo successivamente online i video delle violenze.

Brescia: la moglie del pedofilo all’oscuro di tutto

L’operazione è partita in seguito a una segnalazione arrivata dal Canada e ha portato all’individuazione di 17 persone coinvolte oltre all’arresto del manovale, che risulta essere della Bassa Bresciana.

 

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Comprensibilmente sconvolta la moglie dell’uomo, che non avrebbe mai sospettato nulla degli abusi compiuti sulla figlioletta di appena 1 anno e 1 mese di età.

Dall’analisi dei dispositivi informatici appartenenti al soggetto, è emerso che lo stesso fosse molto attivo in una chat dove venivano condivisi video di abusi sessuali su minori ai quali si erano aggiunti quelli autoprodotti dall’operaio aventi come soggetto proprio la bambina.

Per scovare i criminali che si scambiavano il materiale pedopornografico tramite una app di messaggistica istantanea, gli inquirenti hanno esaminato oltre 6400 connessioni, individuando altre 17 persone.

Quest’ultime cercavano di camuffare la loro identità tramite account fasulli e utilizzando Wi-Fi con connessioni aperte o intestate a terze persone.

Imponente il materiale in possesso degli indagati sequestrato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Milano: 3 notebook, 8 hard disk, 4 pendrive, 2 tablet e ben 22 smartphone. Al loro interno gli agenti hanno ritrovato più di 5000 tra foto e video.

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“Non posso che provare orrore e raccapriccio di fronte a questo genere di crimini e mi auguro che l’uomo venga punito nella maniera più severa possibile” ha commentato il consigliere regionale della Lega Francesca Ceruti.