CULTURA

Published on Ottobre 8th, 2013 | by Roberto Fazio

“La Grande Bellezza” di Sorrentino candidata agli Oscar 2014

Ha già sfornato un mucchio di capolavori: “L’uomo in più” nel 2001, “Le conseguenze dell’amore” nel 2004, “L’amico di famiglia” nel 2006, “Il Divo” nel 2011, “This must be the place” nel 2012. Il 2013 è stato l’anno de “La grande bellezza”, l’ultimo della serie, che con recensioni e approvazioni in tutto il mondo, si è guadagnato la candidatura agli Oscar del 2014 come miglior film in lingua non inglese.

Dopo essere tornato a mani vuote dalla rassegna cinematografica di Cannes, in cui però grondavano gli applausi per la pellicola italiana, il regista partenopeo proverà a rifarsi direttamente in quel di Los Angeles. La Grande Bellezza è un sentimento ormai perso, un ritorno a se stessi e alla propria essenza, con il contorno di una Roma stupenda, immensa, ma anche luogo pregno di incolmabili vuoti umani e finte felicità, specchio di una decadenza tutta mondana. Un lungometraggio che esalta le splendide doti di un attore come Tony Servillo, capace ormai di tutto, anche di interpretare un Jep Gambardella che di mestiere fa il giornalista, nonostante la sua grande passione siano i romanzi (l’ultimo, “l’Apparato umano”, pubblicato 40 anni prima) e il suo bisogno vitale fuggire da una vita, quella che da sempre sognava, che lo rende infelice e in cui mai si è sentito davvero vivo.

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Per “Le Monde” Servillo è come Mastroianni, per il “The Guardian” La grande bellezza, come la grande tristezza, può significare amore, sesso, arte o morte, ma soprattutto significa Roma, e il film vuole annegare nell’ insondabile profondità della storia e della mondanità romana, mentre “Premiere” commenta affermando che I virtuosistici movimenti di camera che troncano il respiro e fanno sgranare gli occhi, la sensazione paralizzante di un montaggio pop, un pensiero che si manifesta con un ritmo quasi allucinatorio. Fin dalle prime immagini di La Grande Bellezza, si capisce che ci siamo! […] Questa altezza della visione estetica, questa disperazione crepuscolare, danno a La Grande bellezza l’impronta di una “summa filmica”, del testamento di un vecchio maestro, salvo che il “vecchio maestro” in questione ha 42 anni. Infine l’”Hollywood reporter” addirittura cita Fellini: “il regista Paolo Sorrentino sa fare di meglio che imitare il gigantesco Fellini e ‘La grande bellezza’ è molto più di un inchino riverente, ripartendo da dove ‘La dolce vita’ ci ha lasciati 53 anni fa.

In attesa del 16 Gennaio, ripercorriamo quella che sembra essere la citazione più bella dell’intera pellicola: “E’ tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio, il sentimento, l’emozione e la paura, gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza e poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile”.

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Roberto Fazio

Fin da piccolo ho amato questa professione, perché l'informazione è l'arma più potente. Insieme al giornalismo, le mie passioni sono lo sport, la musica e la lettura



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