Pagamenti in contanti, attenzione ai controlli: scattano multe salate




Pagamenti in contanti: i controlli, da parte dell’Agenzia delle entrate diventano sempre più serrati. Il rischio di avere multe salate è molto alto. I dettagli.

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A partire dal 1 luglio, il Fisco italiano porrà nuove limitazioni e norme sui prelievi da conto corrente e sui pagamenti in contanti. In particolare questi ultimi, vengono progressivamente scoraggiati, con l’obiettivo di limitare la circolazione di denaro non tracciabile.

La lotta all’evasione in Italia si fa sempre più serrata. In quali casi scattano le multe? Nell’occhio del mirino dell’Agenzia delle entrate, oltre ai pagamenti in contanti, rimangono i prelievi dai conti correnti. I cittadini sono tenuti a un limite giornaliero di ritiro di 500/1000 euro e di 2000/3000 euro in un mese.

Naturalmente, il cittadino può chiedere di prelevare somme maggiori rispetto a quelle indicate dalla legge. L’istituto bancario chiederà di conseguenza di giustificare l’operazione e in base alla risposta del correntista, deciderà se inviare una segnalazione all’Unità di Informazione Finanziaria.

Pagamenti in contanti e multe salate: sotto la lente d’ingrandimento anche i 730

Quando scattano multe salate per quanto riguarda i pagamenti in contanti? I controlli del Fisco italiano si fanno sempre più serrati anche sui 730. Tutte le spese effettuate con denaro contante che non risultano nel modello 730 presentato, saranno soggette ad analisi.

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Si parla di tutti quei pagamenti in contanti che hanno necessitato l’esibizione del codice fiscale del soggetto pagante. Ecco perché è consigliabile pagare tramite carta bancaria, ogniqualvolta stiamo effettuando un acquisto o un pagamento che ci obbliga a presentare il codice fiscale. In quel caso, anche se la spesa non risulta nel 730, avrà comunque lasciato una traccia che l’Agenzia delle entrate si riserverà di controllare.

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Ricordiamo inoltre che, dal 1 gennaio 2022, la soglia massima di spesa nei pagamenti in contanti, si abbasserà ulteriormente a 1000 euro. Violare questa disposizione causerà il rischio di multa per entrambi i soggetti attori della transazione di denaro. Le multe possono andare dai 3000 euro ai 5000 euro e il totale della sanzione dipenderà dalla somma di denaro trasferita. Tutte queste nuove limitazioni si ascrivono nel progetto del Fisco italiano di ridurre sempre più l’evasione fiscale nel nostro Paese. La lotta all’evasione si riferisce in questo caso anche al micro-credito.




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