Macabro ritrovamento nella notte: 25enne morto sgozzato




Raccapricciante fatto di sangue scoperto questa notte in una città del nord Italia. Ucciso un giovane 25enne. La polizia indaga

Polizia pattuglia (Pexels)
Volante della Polizia di Stato (Pexels)

A far scattare l’allarme è stato il suo coinquilino e collega, che rientrando dal lavoro ha scoperto il corpo esanime.

Quello che ha scoperto è stato scioccante: l’amico era infatti a terra senza vita, per lui ormai non c’erano speranze di essere rianimato.

L’arma usata per ucciderlo è stata quasi sicuramente una da taglio, viste le ferite sul corpo del ragazzo.

Una bagno di sangue, quello che si sono ritrovati davanti gli agenti del commissariato vicino accorsi dopo la chiamata. Tale è stata l’inaudita violenza che ha subito il 25enne.

Il giovane di 25 anni ritrovato in una casa di Torino

L’omicidio è avvenuto in una casa della città piemontese, in Corso Francia al numero 95, al terzo piano.

Torino (pixabay)
Torino veduta della città (Pixabay)

La vittima, M.I., era originario del Bangladesh e lavorava come lavapiatti in un ristorante di Collegno, assieme al coinquilino che lo ha scoperto una volta rientrato a casa finito il turno. Ieri era il suo giorno libero.

Da quanto si apprende, la vittima sarebbe stata raggiunta alla gola dai fendenti di un coltello, rimanendone addirittura decapitato.

Torino non è nuova a atti di violenza simili: solo due settimane fa, un commerciante cinese di 46 anni rimase ucciso sotto i colpi di un connazionale.

L’aggressione fatale avvenne allora in pieno giorno, al mercato di Porta Palazzo, il più grande d’Europa, davanti a una folla esterrefatta. I due non erano nuovi a scontri del genere: da testimonianze raccolte un anno prima la vittima era stata presa a sprangate proprio dal suo assassino.

I litigi tra i connazionali, titolari di due banchi, uno di fronte all’altro, erano talmente accesi e frequenti che i vigli urbani in più di una occasione avevano minacciato loro la revoca delle licenze. Poi la tragedia.

Intanto sulla vicenda del giovane bengalese indaga la Squadra Mobile della Questura di Torino, agli ordini della pm Valentina Sallaroli.

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L’ipotesi più accreditata è quella di una rapina finita male, anche se sono in corso le indagini degli inquirenti per arrivare alla risoluzione del caso.

 

 




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