AstraZeneca abolito per i giovani: il verdetto del CTS

Pubblicato il verdetto del CTS sul vaccino AstraZeneca: vietato per gli under 60.

persone
fonte immagine Pixabay

Dopo giorni di attese è arrivata la decisione presa dal Comitato Tecnico Scientifico sulle sorti del vaccino anglo-svedese AstraZeneca. Il verdetto pone il divieto di somministrazione di AstraZeneca alle persone inferiori ai 60 anni, decisione che scatena panico per coloro che hanno già ricevuto la prima dose del vaccino proibito pur non rientrando nella categoria di riferimento.

Ad oggi la situazione diventa ancora più delicata per coloro che si sono già vaccinati con AstraZeneca, il CTS ha annunciato la cancellazione di tutti gli appuntamenti presi per effettuare la seconda dose. I ragazzi che hanno usufruito degli Open Day AstraZeneca sono ora da ricollocare per nuove date e nuovi farmaci.

Quale vaccino si potrà fare al posto di AstraZeneca?

Gli esperti affermano che la seconda dose del vaccino anglo-svedese verrà sostituito dai concorrenti Moderna o Pfizer, poiché sono gli unici vaccini sul mercato a vettore virale. La decisione è stata presa in seguito alla morte della giovane studentessa genovese, deceduta per una trombosi dopo aver ricevuto la prima iniezione di AstraZeneca.

Nonostante alla diciottenne fosse stata diagnosticata una malattia autoimmune del sangue, deresponsabilizzando in parte il vaccino, AstraZeneca viene comunque abolito per le persone al di sotto dei 60 anni.

Vaccino moderna efficace
Vaccino Covid (Pixabay)

Il CTS ritiene quindi sia più corretto ricevere due dosi di vaccini differenti, di cui l’efficacia effettiva non è stata ancora assicurata – tantomeno gli effetti collaterali – piuttosto che far eseguire il richiamo a chi ha già ricevuto la prima dose di AstraZeneca senza aver registrato alcun malessere fisico.

La notizia ricevuta nelle scorse ore ha alimentato lo stato di incertezza che già contrastava tutti i giovani (mezzi vaccinati) direttamente interessati. Ricordiamo che il vaccino anglo-svedese è stato ricollocato già su tre fasce d’età differenti dall’inizio dell’anno, quindi non c’è da meravigliarsi sui possibili cambi di rotta futuri.

Il richiamo di Pfizer o Moderna, sono previsti dopo un lasso temporale più ristretto rispetto a quello raccomandato da AstraZeneca (12 settimane).

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Ai giovani resta quindi poco tempo per decidere se procedere con la seconda iniezione o aspettare che AstraZeneca abbia nuovamente tempi migliori.