Denise Pipitone, nuovo scenario: le parole dell’ex pm

Il caso Denise Pipitone non ha mai trovato una soluzione: le parole dell’ex pm hanno veramente sorpreso tutti. 

denise pipitone
la piccola Denise, screenshot You Tube

La sparizione di Denise Pipitone accadde quasi 17 anni fa, precisamente il 1° settembre del 2004. Da allora le forze dell’ordine hanno seguito varie piste ma non hanno mai trovato la soluzione. Troppi depistaggi, troppe false dichiarazioni e niente prove. Da qualche mese il caso è tornato ad essere trattato con insistenza da media e televisioni: tante donne sono state accostate alla piccolina di Mazara del Vallo.

Qualche mese fa Olesya, giovane russa, andò in un programma televisivo e svelò di essere stata rapita. La somiglianza con Denise e con Piera Maggio era clamorosa: purtroppo gli esami del gruppo sanguigno hanno subito distrutto le speranze. A sollevare un nuovo polverone ci ha pensato l’ex pm con dichiarazioni alquanto particolari.

Denise Pipitone, le parole dell’ex pm

L’ex pm ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di ‘Quarto Grado’. Le sue parole hanno sorpreso tutti: la donna è convinta che la bambina sia viva “in un contesto internazionale”.

Denise Pipitone
Screenshot da YouTube

L’ex pm che ha a lungo indagato sul caso della scomparsa della bambina ha spiegato il suo punto di vista. “La mia idea è che Denise non sia morta. Non ci sono intercettazioni in questo senso di Jessica alla madre. La mia personale idea è che qualcuno l’abbia sistemata in modo che stia bene in adempimento di idee un po’ patriarcali, vecchie”. La sarda ha anche spiegato che Denise non verrà mai trovata perché “Chi ha partecipato al rapimento e sta nell’ombra non canterà mai perché non si sente in crisi”.

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L’ex pm ha infine concluso spiegando i motivi per cui non racconta altre cose. “Non posso dire di più perché rischierei di rovinare le indagini, ma dico la verità quando dico che Denise è viva in un contesto internazionale“. Lo scorso mese la Procura ha deciso di riaprire le indagini puntando i riflettori su due indagati.