Assalto in ambulanza, la “band rivale” dei feriti con mazze e pistole

Assalto in ambulanza, la “band rivale” aggredisce gli operatori con mazze e pistole. Il racconto: “Abbiamo paura di andare a lavoro”.

assalto in ambulanza
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Momenti di paura quelli vissuti dall’equipaggio di un’ambulanza a Napoli.

Stanotte intorno all’1.30 nel quartiere Vomero, gli operatori erano intervenuti dopo la chiamata per soccorrere due feriti, quando il mezzo è stato preso di mira dai “rivali” dei due. Il gruppo impugnava mazze e un uomo, armato di pistola, ha cercato di infilare il braccio dentro il finestrino. Il conducente, coraggiosamente, ha deciso allora di mettere in moto e allontanarsi salvando operatori e feriti.

La polizia sta cercando di ricostruire la dinamica dell’aggressione, avvenuta a piazza IV Giornate.

Per ora un uomo di 35 anni è stato denunciato per lesioni e interruzione di pubblico servizio. A quanto emerge da una prima ricostruzione sembra che il 35enne e il padre avessero litigato in precedenza con il gruppo per una questione di viabilità legata ad alcuni motorini. Non è ancora chiaro però le responsabilità dei protagonisti della rissa, sia dei feriti che degli aggressori.

Assalto in ambulanza, il racconto su Facebook

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I momenti shock sono stati descritti in un post sulla pagina Facebook “Nessuno Tocchi Ippocrate”.

Agghiacciante il racconto dell’operatore che descrive gli attimi dell’aggressione: “Ci fermiamo e li facciamo salire a bordo entrambi quando, improvvisamente, arriva e cerca di salire in ambulanza il gruppo rivale con delle mazze. Ovviamente le porte erano chiuse ma da dentro uno dei feriti ha aperto il portellone.” Continua ancora scosso: “Io già stavo al posto di guida e con la coda dell’occhio vedo uno degli aggressori, avvicinarsi al portellone laterale e, dall’esterno, infilare un braccio nel finestrino con una pistola. Ovviamente l’unica cosa che ho potuto fare è stata ingranare la prima e correre verso il Cardarelli per metterci al sicuro ed attendere la polizia”.

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Infine conclude: “Questa città non merita il 118. Abbiamo subito calci, sputi, tirate di capelli, ma la pistola…..la pistola è intollerabile! Abbiamo paura di andare a lavorare!”.