Variante Delta, l’Italia rischia di nuovo la zona rossa

Nonostante l’ottimismo delle scorse settimane, dopo la notizia dell’entrata in zona bianca di tutta l’Italia, ad oggi c’è il rischio che alcune regioni possano retrocedere e ritornare persino in zona rossa.

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Da pochi giorni è stato abolito il coprifuoco in tutto il Paese e a breve sarà possibile anche passeggiare liberamente all’aperto senza mascherina. La situazione in Italia sembrava stesse procedendo per il meglio, dato anche la nota divulgata dal Cts giorni addietro che parlava addirittura di una riapertura delle discoteche e locali da ballo all’aperto. Ma se i contagi continuano a salire cosa ci dovremmo aspettare?

A darci brutte notizie sono i bollettini della regione Campania che nelle ultime ore ha registrato circa 44 nuovi contagi a Torre del Greco, di cui almeno 27 dei tamponati risultavano positivi alla variante Delta. De Luca ha disposto una nuova ordinanza in cui pone delle restrizioni sulla movida campana e prolunga l’utilizzo delle mascherine all’aperto anche dopo il passaggio in zona bianca.

La variante Delta arriva anche in Italia

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La variante Delta ha sviluppato nel giro di poche settimane già altri sottogruppi di varianti, tutti i componenti della famiglia Delta hanno in comune l’alto tasso di contagiosità aumentando a sua volta il rischio di nuove restrizioni da adottare. Come è già accaduto nel Regno Unito, anche in Italia la variante Delta potrà essere dominante all’interno di questo periodo di pandemia.

A spaventare è soprattutto la poca efficacia che i vaccini anti-covid hanno sulle varianti, compresa anche la Delta. L’unica notizia per il momento positiva è che, secondo i virologi, la prossima ondata non dovrebbe essere disastrosa come quelle passate. Analizzando il caso del Regno Unito nello specifico, in cui ci sono stati aumenti record di contagi e di ospedalizzazioni, il numero effettivo dei decessi è registrato risulta molto più basso.

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Al momento non si può far altro che aspettare e sperare in una situazione migliore, a livello regionale l’unica a destare maggiore preoccupazione è il Molise. Attualmente la regione del centro sud riporta un indice Rt tra i più alti d’Italia.