Arriva la condanna definitiva per un truffatore spaccaossa

Definitiva la condanna per un truffatore, membro di un’organizzazione criminale.

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Nel 2018 la Polizia di Palermo aveva condotto un’operazione soprannominata Tanatalo, in cui vennero bloccate 11 persone membri di due pericolose organizzazioni che attraverso la mutilazione di arti delle vittime risarcivano un rimborso fraudolento dalle assicurazioni.

Per infortunare le vittime che si recavano da loro, venivano utilizzati dei grossi dischi di ghisa utilizzati per la palestra. In alcuni casi le lesioni erano talmente gravi da essere permanenti, in quelli più gravi invece qualcuno ha perso la vita.

Un membro di queste organizzazioni, Francesco Mocciaro, cinque anni fa aveva prediletto la via del patteggiamento anche se inizialmente era determinato a non dichiararsi pentito delle sue azioni.

La situazione si ribaltò dopo pochi mesi di carcere, in cui Mocciaro disse: “Se mi rigettano i domiciliari faccio passare un mese, un mese e mezzo, mi chiamo il magistrato, mi accollo il fatto e mi faccio dare gli arresti domiciliari, che devo fare?”.

Prima di arrivare a questa decisione sono stati tanti i pensieri dell’accusato, appena arrestato Mocciaro è stato intercettato mentre si consultava con sua figlia sul da farsi. “Io è buono che mi danno l’ergastolo? Mi faccio l’ergastolo” le diceva rassegnato.

Versione che però verrà ritrattata qualche tempo dopo con “Qua se scivola un piede vado a prendere 16/20 anni” probabilmente è stata questa realizzazione della realtà a portarlo sulla via del pentimento. A tali affermazioni la figlia concordava con la possibilità di pentirsi dato che la polizia aveva delle intercettazioni che incastravano il truffatore.

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In seguito Mocciaro aveva deciso di collaborare con la giustizia e la condanna a cinque anni che gli era stata affibbiata, ora è diventato un provvedimento definitivo.

L’imputato ha effettuato un ricorso ma la settima sezione della Cassazione lo ha dichiarato un gesto inammissibile, dato che l’aveva presentato personalmente, senza avvalersi di un avvocato, patteggiando la condanna dal primo grado.

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Il blitz effettuato dalla squadra di polizia l’8 agosto 2018 è stato l’apripista per scovare le centinaia di persone coinvolte nella truffa alle assicurazioni, tra vittime consenzienti e truffatori disposti a tutto per poche centinaia di euro.