Silvia Toffanin racconta le oppressioni subite: “Non mi faceva uscire…”

La compagna di Pier Silvio Berlusconi ha raccontato alcuni aneddoti appartenenti al suo passato. Scopriamo le sue parole

 

Silvia Toffanin (Instagram)

La Toffanin si sta preparando in vista della prossima stagione televisiva, dove ancora una volta sarà alla guida di “Verissimo”, uno dei talk show più seguiti del palinsesto italiano.

La novità è che il suo impegno sarà raddoppiato, infatti la trasmissione non andrà più in onda solo il sabato, bensì anche l’ultimo giorno della settimana, prendendo dunque il posto di Barbara D’Urso.

In realtà era già da qualche tempo che il suo compagno spingeva per convincere Silvia ad accettare il doppio appuntamento, annunciato in via ufficiale soltanto alla presentazione della nuova programmazione targata Mediaset.

 

La presentatrice nata a Bassano del Grappa, comune veneto in provincia di Vicenza, ha intrapreso la relazione sentimentale con Pier Silvio nel 2002, anche se per il momento non sono ancora arrivati alle nozze. Dal loro amore sono comunque nati due bambini, Lorenzo Mattia e la più piccola Sofia Valentina.

Leggi qui -> Lorella Cuccarini: un nuovo clamoroso progetto all’orizzonte. Ecco di cosa si tratta

Leggi qui -> Mara Venier sofferente, cos’è successo alla conduttrice? I dettagli

Le oppressioni subite da Silvia Toffanin

Anche se abituata da anni a stare davanti alle telecamere, Silvia ha sempre dimostrato il suo desiderio di mantenere una certa privacy in riferimento alla sua vita privata.

Una delle poche interviste da lei rilasciate è stata concessa al settimanale “Grazia”. In quell’occasione ha parlato della sua famiglia di origine. Innanzitutto ha raccontato di essere cresciuta in un paesino che si chiama Cartigliano insieme ai nonni, poiché i genitori all’epoca erano molto impegnati con i rispettivi lavori.

Con i suoi parenti più anziani ha avuto un gran rapporto, i quali hanno dedicato molto tempo alla loro nipotina. Successivamente la Toffanin ha descritto il carattere del padre, molto più severo e rigido: “In paese si usava che le comitive di amici ti citofonassero per dire ‘scendi’, senza esserci messi d’accordo prima. Rispondeva mio padre, e ogni volta: ‘Silvia non c’è”. Non mi faceva uscire”.

 

A quanto pare quindi, il genitore della Toffanin era una persona molto possessiva nei confronti della figlia, a differenza invece di sua madre. La donna infatti, scomparsa appena l’anno scorso, ha sempre spinto la showgirl a seguire i suoi sogni e le sue ambizioni, tanto che è stata lei a suggerire ad una giovanissima Silvia di spostarsi dai luoghi di origine per tentare la fortuna. Alla fine dei conti ha avuto ragione, infatti oggi è senza alcun dubbio una delle conduttrici più amate del piccolo schermo.