Fabrizio Corona, la sentenza è clamorosa: ecco finalmente tutta la verità

Recentissimamente sono venute a galla le motivazioni della sentenza della corte di Cassazione. Scopriamo le parole dell’avvocato di Corona

Il rapporto tra l’ex re dei paparazzi e la legge italiana si è incrinato ormai da molto tempo, a seguito delle infinite vicissitudini che il quarantasettenne siculo ha vissuto in prima persona.

 

Fabrizio Corona (Instagram)

Tutti ricordiamo la sentenza risalente al 2015, la quale è corrisposta alla condanna di tredici anni di carcere per via di diversi reati che gli sono stati imputati. La vicenda ha fatto parlare molto di Fabrizio, con molti personaggi illustri che sono intervenuti esprimendo il loro punto di vista. Alcuni hanno preso le sue parti, dando a lui ragione sul fatto che ci sia stato un certo accanimento nei suoi riguardi, mentre altri hanno affermato che la sanzione che gli è stata comminata fosse più che giustificata.

Nell’ultimo mese del 2019 invece, sono stati concessi a Corona gli arresti domiciliari in virtù delle sue condizioni psicofisiche ritenute non idonee alla prigione. Un nuovo stravolgimento c’è stato però proprio quest’anno, dato che a marzo gli arresti sono stati revocati, per poi interrompere questo provvedimento appena un mese più tardi.

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Ecco le motivazioni della Cassazione

A rendere note le parole del suo avvocato difensore Ivano Chiesa è stato lo stesso imprenditore che, tramite il suo profilo di Instagram, ha caricato il video in cui il legale spiega per bene le ragioni della sentenza arrivata un mese fa da parte della corte di Cassazione.

Dopo aver ricordato le sue proteste e quelle del suo assistito, l’uomo è entrato nel dettaglio delle motivazioni. Stando alle sue parole, ci sarebbe stata “una carenza del percorso motivazionale particolarmente grave”, con il giudice che non avrebbe preso in considerazione le relazioni mediche esistenti.

 

 

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Al termine del video clip, l’avvocato ha posto un quesito che poi ha riportato anche l’ex re dei paparazzi nella didascalia al fianco del post. La domanda, visti gli errori che sarebbero stati commessi ai suoi danni, è la seguente: “Ora chi paga?”. Secondo il loro punto di vista dunque, Fabrizio sarebbe stato riportato in cella senza una motivazione valida, cosa che l’imprenditore non ha digerito tanto da essere pronto ad andare fino in fondo.

Quest’ultimo si augura che chi ha sbagliato ne paghi presto le conseguenze, dichiarando la sua intenzione di sostenere nuove battaglie legali che lo vedranno ancora protagonista ma, stavolta, dalla parte dell’accusa.