GOOGLE

Published on dicembre 25th, 2013 | by Emanuele Rizzo

Google Glass in sala operatoria. Il terzo occhio dei chirurghi.

Hollywood da sempre ci ha aiutato a vedere la realtà in modo molto avveniristico, mostrandoci interfacce multimediali come nel caso del casco di Iron man, il quale visualizza parametri vitali del chimerico quanto filantropico Tony Stark oppure occhiali iper tecnologici come del film Minority Reporter rendendo la tecnologia futura più fruibile. E se prendessimo le parti migliori o meglio l’utilità di entrambe le tecnologie immaginate nei due film e li mettessimo a disposizione della medicina? Bene, ecco quindi cosa ha fatto il colosso di Mountain View. Diciamo che il secondo film è già stato “ricreato” ,anche se ancora non in via del tutto ufficiale per i “normali” utenti, grazie ai Google Glass.

Tuttavia benché non abbiano raggiunto ufficialmente il libero mercato internazionale aperto a tutti gli utenti, Google ha deciso di sperimentare la tecnologia glasses in ambito medico. Certamente con questo dispositivo i medici o meglio i chirurghi non vedranno le previsioni del tempo o gli stati degli amici di face book ma andranno ben oltre e visualizzeranno molto di più che un banale aggiornamento social.

Quel “qualcosa” di più si chiama “parametri vitali del paziente” e possibilità di eseguire operazioni in contemporanea ad un collega tutto in via telematica. Immaginate una situazione critica in cui due o più medici possano collaborare per contribuire alla buona riuscita di un’operazione complessa. Ma la maggior utilità di questi occhiali è il poter tenere sott’occhio costantemente i parametri vitali del paziente senza così far distogliere lo sguardo o cosa più importante far perdere la concentrazione al medico operante.

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Questa nuova tecnologia integrativa ai glasses dopo essere stata testata lo scorso novembre alla Uab, University of Alabama in Birmingham dal professore medico chirurgo Christopher Kaeding durante una “banale”operazione di routine alla spalla di un paziente è stata adottata nel giro di poche settimane in tutti gli ospedali americani e presto sbarcherà anche in Europa.  La neonata tecnologia innovativa quanto inaspettata e importante è risultata talmente geniale e propositiva che all’università di Stanford è nata un’azienda, la VitalMedicals, che ha già preso in analisi l’app sui parametri vitali del paziente in modo da migliorarla e poter creare altre app analoghe in questo caso davvero di “vitale”importanza per il paziente e per il medico stesso. Il prossimo passo, annuncia l’azienda di Stanford,  sarà creare e testare un app in grado da far visualizzare al chirurgo operante immagini di radiografie del paziente e altre analisi oppure di visualizzare le immagini delle sofisticate macchine invasive grazie al quale i medici possono eseguire coronografie e altri test fin’ora visualizzati su di uno schermo di appena 12 pollici. Il tutto comandato a distanza con comandi vocali.

Ecco quindi come risponde Google agli scettici della tecnologia glass. Affonda la spada nella roccia e si fa spazio sempre di più nel mondo della fruibilità tecnologica della quotidianità e questa volta sbarcando ancora un’altra volta e con successo anche nella salute di ciascuno di noi. Grazie Google!

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