Covid, l’annuncio dell’Oms che preoccupa: cosa ha scoperto

Una nuova scoperta dell’Oms sul Covid-19 suscita tanta preoccupazione nel Mondo: vediamo cosa ha annunciato.

Covid Oms
Pixabay

La situazione Covid-19 sta migliorando in gran parte dei paesi del Mondo. Una svolta importante si è avuta grazie ai vaccini, che stanno dando segnali positivi con le somministrazioni che procedono spedite.

Attualmente in Italia si sono vaccinate 12 milioni circa di persone, vale a dire il 20 per cento della popolazione. Ancora poche rispetto all’intera Nazione.

Da oggi, nel nostro Paese, si sono aperte le iscrizioni per le somministrazioni dei vaccini senza distinzione tra le fasce d’età. Una svolta importante per permettere a tutti di accedere all’immunizzazione.

Nonostante ciò, però, l’Oms si dimostra ancora preoccupata dal dilagare delle varianti, che continuano a diffondersi con rapidità tra i vari paesi del globo.

La sottovariante che preoccupa l’Oms: di quale si tratta? 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato una scoperta che continua ad allertare la popolazione mondiale. Si tratta di una sottovariante indiana del virus, chiamata Delta, responsabile dell’epidemia in India, che si è diffusa rapidamente in 50 stati. 

 

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Questa è tra le varianti, quella che desta particolare preoccupazione degli scienziati e degli esperti. Secondo gli studiosi, infatti, queste mutazioni del virus sono considerate più contagiose e maggiormente fatali. 

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Altro fattore che spaventa l’Oms è il timore che i vaccini non garantiscano un’adeguata protezione dal Covid-19. E’ in fase di elaborazione, infatti, l’ipotesi di prevedere una possibile terza fase di immunizzazione, in aggiunta alle già esistenti due dosi. Possibilità confermata anche dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

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Il pericolo della sottovariante indiana è confermato da una nota dell’Oms, in cui l’Organizzazione afferma che “si continua a vedere un marcato aumento della trasmissibilità e un numero crescente di paesi che segnalano focolai legati a questa variante“. Prima di avere una sentenza definitiva, però, l’Oms intende concludere tutti gli studi necessari.